giovedì, 03 gennaio 2008

Capo chino

Charles Schulz.

Domandami come sto e ti risponDerò: AAUGH!, con la bocca spalancata e gli occhi serrati contro il Destino e che neve làfuori, Diobuono che neve che c'è, soffice questo mondo su cui gettarsi a capo chino in attesa della prossima spalata e l'ultimo dei radioheaD ha un che di claustrofobico nel suo ritmico noioso - ah che meraviglia questo niente Da riempire cullare coccolare per l'anno a venire forse Dovrei Dormire oppure dovrei spalare oppure forse anche rispondere agli auguri Di natale non sarebbe un'idea malsana, sai che la gentilezza Degli sconosciuti è un mistero che mi riempie Di commozione come anche il sorriso Dei Disegni pitturati sui muri della stazione ferroviaria Di voghera nel sottopassaggio che conDuce silenzioso alla stazione dei pullman solcata Dalla neve che scende ininterrotta come una pioggia di angeli cadaveri sputati Da qualche anima misericordiosa nel giorno Dopo il giorno del giuDizio e che Dire di questo eccesso di comunicazione, questa vetrina in cui ci nascondiamo per sentirci più liberi e più belli o forse Dovrei Dire questa voglia di raccontarmi di fronte a te che non so se esisti ma di sicuro mi ascolti e solo per questo dovrei Dirti qualche parola preziosa che non ti faccia sentire di aver perso tempo ma come posso accontentarti? se io stesso sento di perDer tempo, se mi accorgo che se scrivo qui è solo per un'intima pigrizia che mi Distrae dai miei Doveri di essere umano come Dormire o spalare la neve làfuori o risponDere agli auguri di natale e se le parole mie preziose suonano a tratti così dispersive o inutili o Deludenti è solo perché non trovo di meglio che DisperDere il mio AAUGH! con la bocca spalancata e gli occhi serrati contro il Destino, forse un'altra volta inventerò una parola migliore o forse l'hai già trovata tu e fa rima con AAUGH!, nascosto tra le pieghe di questo mondo soffice quanDo mi chiederai come sto forse la mia risposta ti sembrerà un sorriso e comincerà per D.

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categorie: dizionari
domenica, 28 ottobre 2007

Cose della vita

David Lynch.

Da bambino aveva mangiato il frutto della conoscenza e a causa di questa infantile leggerezza era stato condannato da dioinpersona a conoscere le cose della vita, non sapeva ancora cosa fossero le cose della vita ma non gli restava altro che obbedire a dioinpersona per tornare bambino e commettere altri peccati così aveva passato la vita a conoscere le cose della vita, aveva preso la vita e l'aveva osservata studiata negata fino al punto da coglierne l'anima e nel corso di questa scoperta certe parole trovate aprendo a caso i dizionari divennero ben più complicate della loro definizione e lo svelarsi pudico della loro essenza gli rivelò che nulla avevano a che fare con l'ortografia ma piuttosto con la nostalgica casualità di un frigorifero vuoto, con la muta acquiescenza di un telefono perennemente occupato o con la invadente presunzione di un aspirapolveri, sentiva di aver commesso un peccato originale e l'originalità impone la ripetizione così si era messo di buzzo buono e aveva percorso un cammino di seriale originalità, era stato incatenato allo stesso peccato per tutta la vita, fino a quando aveva cessato di capirlo. 

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categorie: dizionari
domenica, 17 giugno 2007

Mai abbastanza

Anders Nilsen.

Domani sarà abbastanza? Oh no. Hai ancora tempo per sollazzarti e per sentirti bene o per sentirti male. Domani sarai conciato da sbatter via ma non ti importa ancora. Ancora ci tieni a stravaccarti a terra e a cercare qualche aquila rotonda da cui farti mangiare, qualche buffo progetto da inseguire prima che un angelo dall'alto ti ricordi che la tua vita sta diventando seria - e allora forza, coraggio, metti il punto e vai a capo. Vai a capo.

 Che ora come ora hai un sacco di tempo per la tua letteratura di serie D., per le tue lamentele di ora. Annaffi le piante e metti a posto la stanza e toh!, trovi pure un'immagine su cui schizzare le tue quattro parole faticose - domani sarai conciato ma domani non è ancora, non è ancora. Ti lavi la coscienza e paghi i tuoi debiti prima che diventino seri. Un vecchio mito morto ti dà il ritmo da seguire e allora scrivi senza pensare, ché scrivere è come un orgasmo, scrivere è come dormire, è come cagare una lacrima secca.

E domani non è mai ora, non è mai ora, domani non è mai abbastanza ora.

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categorie: dizionari
domenica, 20 maggio 2007

Animainpena

Dino Buzzati.

Di notte invece di dormire mi piace cambiare nome - scavare nelle coscienze altrui, fingermi quello che non sono, mi faccio chiamare animainpena perchè sono un animale lamentoso e strano, non sono contento nemmeno delle mie vite immaginarie ma con il nome di un altro posso usare le parole che voglio, i tempi verbali che voglio, nessuno mi fa la predica se sbaglio la consecutio, se non metto il punto alla fine di una frase, se faccio miracoli senza averne la licenza, sono carne fatta verbo, sono un'ombra nera che rotola sopra i tetti accaldati, mangio solo la tua tristezza, mangio la tua tristezza, mangio la tua tristezza prima che porti altra tristezza, e non chiedermi di cosa ho paura, non chiedermi di cosa ho bisogno, non chiedermi come mi chiamo, mi faccio chiamare animainpena, sono un animale lamentoso e strano,

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categorie: dizionari
sabato, 14 aprile 2007

V.

Kurt Vonnegut.

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categorie: dizionari
sabato, 07 aprile 2007

Riempitivo

Bill Sienkiewicz

D'improvviso le parole scompaiono, ma non ti preoccupi. Non è niente di serio. Ti scappa da ridere e non capisci perchè. Una vita trascorsa a cercare il silenzio e quando arriva sei così impreparato. Questo clima vacanziero cui non sei abituato. Il prato d'erba ti brucia gli occhi. Che voglia di niente, di un niente che mi riempi il tempo, di un'immagine rassicurante. Canzoni e parole a caso. Scrivere per gli altri, niente da dirsi, poca disponibilità. Grazie. Di niente. Una felice Pasqua a te. Quel genere di situazioni che ti spingono a cambiarti il guardaroba. Le parole scompaiono ed è bene così. Goditi questa festa. Hai visto una bambina su quel prato di notte. L'hai vista volare contro le stelle - ma forse, semplicemente, correva. Forse, era solo un ridicolo riempitivo.

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venerdì, 02 febbraio 2007

Il Poeta Destikaziy

George Herriman.

DRIN.
Pronto.
Parlo col poeta Destikaziy, Nestor Destikaziy?
In persona.
Da molti anni la seguo e desideravo incontrarla. E' un onore oltrechè un piacere per me poterle parlare.
La ringrazio molto.
Ho letto tutte le sue poesie. Una più bella dell'altra. Ma la mia preferita in assoluto rimane "il pianto cristallino della rugiada in fieri". Un vero capolavoro, a mio giudizio.
Strano. L'ho sempre trovato uno sterile esercizio letterario.
Sa, io sono alta un metro e ottanta. Sono bella e formosa. E' solo per mia scelta che non ho un uomo. Il fatto è che mi sono innamorata perdutamente di lei. Posso innamorarmi perdutamente di lei?
Se ci tiene. Certo.
Io la immagino bello e moraccione, con la chioma fluente e lo sguardo profondo. Posso immaginarla così?
Non sono esattamente così.
Ecco, appunto, lei non mi da soddisfazione ma io la vorrei tanto incontrare. Posso incontrarla?
Vede, credo che rimarrebbe delusa.
Lei non mi capisce. Lei è così aggressivo. Non sa quanto io la stimi e la desideri e la ami.
Temo di non conoscerla così bene.
Lei è un gran poeta ed è uno stronzo, Destikaziy.
A tratti.
Fa il difficile perchè non vuole ammettere che sono più brava di lei e inoltre potrei avere tutti gli uomini che voglio.
Non lo metto in dubbio.
E' solo un poeta di quart'ordine. Se non fosse per internet non se lo filerebbe nessuno.
Questo lo so, grazie.
Non mi prenda per il culo, Destikaziy. Lei è indisponente e poco propenso al dialogo coi suoi lettori.
Con certi lettori, senza dubbio.
Posso mandarla a fare in culo, Destikaziy?
Se proprio deve.
La smetta di rispondere ogni volta, mi da ai nervi.
D'accordo.
Non voglio che mi da sempre ragione. Mi tratti male, Destikaziy.
Non vedo perchè dovrei.
Lei non ha spina dorsale Destikaziy. Lei mi vede solo come un oggetto. Mi sta molestando da un sacco di tempo. Io la denuncio, sa? 
Se vuole la tratto male.
Lei è un violento. E vuole sempre avere l'ultima parola. La odio con tutta me stessa.
Stia zitto.
...

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categorie: dizionari
sabato, 27 gennaio 2007

Dormire in piedi

Officina mezzaluna.splinder.com

Francesca Quatraro.

Dimmi parole che non so. Parole mai masticate, parole senza colore, parole incantate, disegni in forma di parole, bestemmie che spazzino via la quiete, fammi piangere e ridere e sperare di dire ancora altre parole.

Sai che le parole non dicono mai la verità, le parole hanno sempre due significati, le tue parole mi confondono, mi nauseano, mi incazzano, mi decidono, le tue parole mi finiscono, le tue parole.

Allora chiudo la bocca, dormo in piedi. La mia parola ormai è finita. Che la mia ombra si faccia vita.

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giovedì, 28 dicembre 2006

Due libri

Mazzucchelli

David Mazzucchelli.

Due libri sto leggendo, in contemporanea. Una pagina l'uno una pagina l'altro. E' divertente. Per esempio non sapevo che Henry Miller fosse stato in prigione. O che Edward Bunker avesse vissuto a Parigi. Ma forse mi confondo. In realtà si somigliano, Miller e Bunker. Non solo per la rima.

Leggo sopra il treno, leggo mentre dormo. A volte sogno di dormire o di leggere che sogno. A volte mi sveglio e non ricordo dove mi trovo. In compenso ricordo benissimo a che pagina del libro ero arrivato prima di addormentarmi.

Tutta la mia vita l'ho imparata dai dizionari. Conosco un sacco di parole che non ho mai vissuto. Parole come fottuto succhiacazzi figlio di puttana. Non mi capita spesso di dire parole così, nella mia vita. 

Sto leggendo Henry Miller, Tropico del cancro, e Edward Bunker, Come una bestia feroce.   

 

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Il disegno ci concernerà come una parola decisiva, risveglierà in noi la profonda disposizione che ci ha installato il nostro corpo e con lui nel mondo porterà l'impronta della nostra finitudine, ma così, e proprio per questo, ci condurrà alla sostanza segreta dell'oggetto di cui prima non avevamo che l'involucro. (Merleau Ponty)

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Il disegno sullo sfondo è opera di Dave McKean.
Le immagini a corredo sono copyright dei rispettivi autori.
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