
Duccio Boscoli.
Come cibo indigesto. questa musica mi fa sentire contemporaneo. cont, tem, por, aneo.
due vecchietti vomitano ai lati della strada.
La pelle mi prude, la pelle. La pelle ti prude.
Il naso appuntito è in tono col tuo umore, il naso appuntito, ha, uno, strano, odore,
Due vecchietti vomitano ai lati della strada e si sentono grassi,
facciamo, una, ronda, evitiamo dibattiti, non cadiamo nella tentazione di capirli,
se aguzzi le orecchie puoi sentirli crescere, puoi sentire il grande botto che cancellerà le giustificazioni,
qualcuno ti ha stuprato, lo leggo dal giornale, qualcuno ti stupra.
Ho filmato la tua crescita, il mio naso che ti punge, qualcuno ha vomitato, io sono stanco della musica, la mia pelle che ti prude, sono stanco della tua linea, s,t,a,n,c,
sono ateo e
ho smesso di credermi.

Penelope Dullaghan.
Dovrei parlarti dei paesi in cui sono stato. Per giustificare la mia assenza. La svogliatezza non basta, non è una scusa accettabile. Dovrei farti capire che ne è valsa la pena. Raccontarti della mia stanza e degli altri posti in cui sono stato. Portarti le fotografie con i volti sorridenti. Da quasi trent'anni vivo dentro questa stanza verde. L'ho riempita di cose di caos, l'ho ripulita e riempita di nuovo. Di nuvole e caos. E di musica e di silenzio. Ogni volta che cambiavo spazio mi sentivo timido e imbarazzato. Il paese dove sono nato aveva l'asilo e le scuole elementari. La maestra mi faceva scrivere le lettere dell'alfabeto sulla lavagna con il gessetto. Mi faceva disegnare con i pastelli colorati la mia casa con il giardino e la spazzatura dietro l'albero verde pieno di frutti rossi. Il paese di fianco al mio aveva le scuole medie e facce delinquenti. Quando ho dovuto trasferirmi di là mi sembrava distantissimo. All'inizio il viaggio era lungo e noioso. Poi il tempo è diventato più stretto e i pensieri si sono dilatati. A volte i ritmi mi hanno aiutato a sopportare l'ansia, certe altre mi sono trovato nella testa solo un enorme silenzio. E ho imparato la lingua del paese di là, e spesso l'ho usata per dire sciocchezze agli abitanti del paese di là. E' da quando sono nato che imparo le lingue dei paesi in cui lavoro, in cui amo o imparo a vivere. Ora sto imparando una lingua che non suona bene. E' una lingua che non amo ma mi permette di vivere. Mi entra nella testa giorno e notte e non importa se non suona bene. Sto imparando a parlare questa lingua e talvolta riesco pure a dire qualche cosa di giusto, invece di ascoltarla solamente. Il resto delle parole, i suoni delle mie lingue passate, sono chiusi in qualche luogo fuori dal mio tempo. E c'è qualcuno che ancora si aspetta qualche sciocchezza nella mia vecchia lingua. Ormai non ricordo più quelle parole, temo che direi cose senza senso. Suoni incomprensibili. A volte mi sembra di non essermi mai mosso da qua. A diciott'anni sono salito in automobile ma non ho osato muovermi, né accendere il motore. Sono rimasto chiuso in macchina con il motore spento per anni.