lunedì, 30 aprile 2007

Un giorno di troppo

Louis Bode.

Deducimi ancora una volta, mi spiace. Non prendermi per il culo chiedendomi se sono felice. Non parlarmi di tua suocera o di tuo marito. Mi spiace, oh si, mi spiace proprio. E' che non ho voglia di parlare, capisci? Capiscimi. La felicità è un sentimento della perfezione. Domani sarò perplesso come ora ma più grasso. Domani accenderò la tele - quattro morti ammazzati a est dell'afghanistan, bombe sui civili, le acque che si alzano, non lavatevi, non laviamoci, la notte si accorcia per la fine del mondo, le due troie in metropolitana mi strappano gli occhi, oi che dolor, il mio costato frantumato, il sangue sulle nocche, il sangue sulla pancia,  - ma la vita non è mai perfetta, capisci? Dura sempre un giorno di troppo. Non prendermi per il culo se non sai che fare. Se non sai che fare lavati i denti. Se non sai che fare tagliati i capelli. Se non sai che fare soffiati il naso. Deducimi ancora una volta. Ancora domani. Poi basta.

schizzato da: davizz alle ore 02:00 | link | commenti (20)
categorie: disturbi
martedì, 24 aprile 2007

Un buon motivo per arrestarmi

Alberto Breccia.

Di notte vennero a prendermi che avevo ancora gli occhi pulciosi, i capelli arruffati. Non sapevo di cosa ero accusato ma sapevo di esser colpevole. Sapevo che sarebbe stata una condanna meritata perchè da anni portavo con orgoglio le mie catene, le lucidavo ogni mattina e le baciavo ogni sera prima di addormentarmi.

     Prima di addormentarmi pensavo sempre al buono che avevo fatto nella giornata. Pensavo alle colpe mie da non ripetere e alle colpe altrui da perdonare. Ogni sera obbedivo a un voto fatto da bambino quando venni scoperto per caso con le dita nella marmellata. "Stai attento bimbo bello" mi disse allora la madre di tutte le mie colpe, "se non chiederai perdono ogni sera per i tuoi peccati, un giorno troverai il tuo inferno".

        "Oggi per davvero troverò il mio inferno" pensavo mentre i miei accusatori mi mettevano in macchina, mentre la macchina correva tra i palazzi e i palazzi diventavano campi da sognare e i campi vomitavano sguardi severi che non sapevo sostenere. "Forse mi sono addormentato senza recitare la preghiera ma questo non è un buon motivo per arrestarmi, non mi pare proprio un buon motivo."

   Un buon motivo per arrestarmi poteva essere la mia voglia di uccidere i miei accusatori e scappare fuori dal finestrino e nascondermi nell'erba vecchia che tutto nasconde. Poteva essere la paura che mi teneva inchiodato alla fine di tutte le colpe, quell'innocuo sollievo che a tratti mi rassicurava; potevano essere entrambi questi motivi ma non era nessuno dei due, in realtà. Allora doveva essere un motivo più povero, più buono.

"Oh se avessi fatto il poeta", dissi tra me, "se avessi fatto l'artista, se avessi perso i miei figli o tradito mia moglie, ma non ho mai fatto nulla che si potesse insegnare o condannare. Non sono che un peccatore in cerca di un buon motivo. Voi poeti voi scrittori, voi ricche anime pulite, per voi è facile lavarvi le coscienze con qualche parola ricamata, ma sappiate che non c'è niente di peggio nella vita che ficcare due dita nella marmellata!"

E la calma scese su di me, e fu una calma povera e buona, mentre la macchina dei miei accusatori mi conduceva lenta verso l'inferno mio e di tutti i peccatori senza motivo come me.

schizzato da: davizz alle ore 00:17 | link | commenti (16)
categorie: derive
sabato, 21 aprile 2007

Qualcosa che vale la pena di raccontare

Vanna Vinci.

Di recente ho la testa vuota come un guscio vuoto. La primavera mi fa starnutire, ma non è una roba di cui scriverne. La mia stanzetta mi fa starnutire. Il letto penzolante è occupato da qualcun altro, qualcuno che faccio fatica ad ascoltare, e porcolui quante cose c'ho da fare. Frammenti sparsi che fatico a mettere insieme. Catene da spezzare, se ne avessi voglia. Potrei riempire il vuoto con qualche parola altrui ma non mi sembra una buona idea. Torno a casa che è già buio, mangio e vado a letto, mangio e vado a letto, i sogni li lascio a qualcuno che faccio fatica ad ascoltare. Per me va bene tutto, mi dice. Va bene qualunque posto anche i nostri posti. La macchina si nasconde tra gli alberi e occhio ai buchi, occhio alle cunette pericolose, occhio ai respiri che smettono di starnutire. Ok, dico io, ma non perdiamo tempo a discuterne. Non c'è niente di importante in questa nostra primavera. Niente che valga la pena di raccontare.

schizzato da: davizz alle ore 14:17 | link | commenti (15)
categorie: dipendenze
sabato, 14 aprile 2007

V.

Kurt Vonnegut.

schizzato da: davizz alle ore 00:12 | link | commenti (9)
categorie: dizionari
lunedì, 09 aprile 2007

La marcia dei vivi

David B.

Doveva essere una gran bella giornata. Le mie caviglie erano abbastanza forti e avevo spedito a tutti i miei auguri migliori. Mancava solo la musica adatta ma occorreva una musica tenue. Una musica così tenue che non esiste al mondo musica tanto tenue. Un suono molto simile al silenzio, o forse meno. Una musica che fosse meno che silenzio. Sapevo che, dentro quella musica, avrei trovato le mie motivazioni. Uscire in una gran bella giornata e marciare insieme agli altri vivi. Un passo dopo un passo dopo un altro passo. Urlare qualche slogan irripetibile, qualche parola vera. Alzare le braccia al cielo e scoprire che va tutto bene. La strada è faticosa ma va tutto bene. Se stiamo uniti e qui, se camminiamo insieme. Va tutto meravigliosamente bene...

schizzato da: davizz alle ore 02:12 | link | commenti (19)
categorie: differite
sabato, 07 aprile 2007

Riempitivo

Bill Sienkiewicz

D'improvviso le parole scompaiono, ma non ti preoccupi. Non è niente di serio. Ti scappa da ridere e non capisci perchè. Una vita trascorsa a cercare il silenzio e quando arriva sei così impreparato. Questo clima vacanziero cui non sei abituato. Il prato d'erba ti brucia gli occhi. Che voglia di niente, di un niente che mi riempi il tempo, di un'immagine rassicurante. Canzoni e parole a caso. Scrivere per gli altri, niente da dirsi, poca disponibilità. Grazie. Di niente. Una felice Pasqua a te. Quel genere di situazioni che ti spingono a cambiarti il guardaroba. Le parole scompaiono ed è bene così. Goditi questa festa. Hai visto una bambina su quel prato di notte. L'hai vista volare contro le stelle - ma forse, semplicemente, correva. Forse, era solo un ridicolo riempitivo.

schizzato da: davizz alle ore 14:08 | link | commenti (3)
categorie: dizionari

Chi sono

Blogger: davizz
Nome: Davizz
Il disegno ci concernerà come una parola decisiva, risveglierà in noi la profonda disposizione che ci ha installato il nostro corpo e con lui nel mondo porterà l'impronta della nostra finitudine, ma così, e proprio per questo, ci condurrà alla sostanza segreta dell'oggetto di cui prima non avevamo che l'involucro. (Merleau Ponty)

Commenti recenti

MariannaPuntoG in Pausacaffè
3kidna in Pausacaffè
bluele in Fenomenologia delle ...
mrka in Fenomenologia delle ...
Hao88 in Contemporaneo
FuocoGreco in Motore spento
iovolevo in Motore spento
utente anonimo in Motore spento
Luna in Motore spento
Luna in Motore spento

Archivio

oggi
maggio 2008
aprile 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

debiti
derive
differite
dipendenze
discipline
disturbi
dizionari
documenti
dubbi

Collegamenti

Adeleparrillo
Aliceinwonder
AltaINfedeltà
Arkontiki
Bluele
Borderlands
Boris Battaglia
Davidia
Diebouleversant
EdgarKenneth
Eteriele
Expecting
Flaneur
Fratelloscuro
Giarre
ibrid@menti
Kristenn
Maria Strofa
Mariastio
Neplan
numer0.
Officina mezzaluna
Pall Mall
Pois
Robespr
Simonavinci
Tullia
Vipera Venerea
Vyola
Zop

Credits

Il disegno sullo sfondo è opera di Dave McKean.
Le immagini a corredo sono copyright dei rispettivi autori.
Per contattare Davizz: la mia mail.

Bottoni